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Terapia Protonica

Lo scopo principale dell'oncologia è curare il cancro senza danneggiare i tessuti sani circostanti. La Terapia Protonica è arrivata vicinissima a questo traguardo. La radioterapia è uno dei metodi più economici per il trattamento dei tumori maligni con un grado relativamente alto di risultati positivi. Nei paesi sviluppati la radioterapia è utilizzata per il 50% - 60% dei pazienti ed il suo contributo per terapie complesse continua ad aumentare. Da questo numero un terzo dei pazienti sono curati esclusivamente con la radioterapia e circa i due terzi con radioterapia combinata ad interventi chirurgici, chemioterapia, terapia ormonale o terapia biologica. La Terapia Protonica è un tipo di radioterapia di altissima precisione , dovuta principalmente alla natura dei protoni in se ma anche al tipo di distrubuzione della dose di protoni fra i tessuti. I risultati di questo tipo di terapia sono: la bassa probabilità che tessuti sani circostanti vengano danneggiati, il basso rischio di complicazioni, un'alta probabilità di rapida ripresa dopo il trattamento. Durante la radioterapia tradizionale, un raggio di fotoni trasferisce la più alta dose di radiazioni alla parte frontale del tumore, dopo penetra il tumore ed il tessuto sano che sta dietro al tumore. Contrariamente durante la Terapia Protonica un raggio di protoni trasferisce una minima dose di radiazioni alla parte frontale del tumore, la massima dose all'area stessa del tumore e nessuna radiazione nella parte dietro al tumore. per questo motivo la Terapia Protonica è più salutare per i tessuti sani che circondano il tumore. Il trattamento è consigliato a pazienti di qualsiasi età. Ci sono enormi risultati nel trattamento dei tumori nei bambini, nei quali, si associa alla radioterapia tradizionale o alla chemioterapia un alto rischio di effetti collaterali e complicazioni.

Il Proton Therapy Center di Praga è una struttura nuovissima, equipaggiata con una tecnologia all'avanguardia fornita dalla società belga IBA (Ion Beam Application), una delle aziende leader sul mercato. Il centro è fornito di un Ciclotrone e di cinque sale per i trattamenti; tre delle quali utilizzano un raggio in movimento (conosciuto come "Gantry"), una utilizza un raggio fisso ed una viene utilizzata per le radiazioni ai tumori all'occhio. In questo centro vengono utilizzato vari tipi di diagnostica per stabilire la dimensione e la posizione del tumore: la CT (Tomografia Computerizzata), la MRI (Risonanza Magnetica), la PET/CT (combinazione di Tomografia ad emissione di positroni con Tomografia Computerizzata), assieme ad un'apparecchiatura aggiuntiva generano una simulazione virtuale. Le immagini prodotte da queste apparecchiature diagnostiche vengono utilizzate per fare un piano di trattamento di radiazioni. La preparazione del paziente (immobilizzazione su un lettino per il trasporto) avviene in una sala esterna a quella del trattamento ed un sistema di trasporto automatico all'avanguardia (PatLog™) muove il paziente all'interno della sala. Un sistema che guidi la terapia di radiazione (IGRT) identificando con precisione l'obiettivo è disponibile imediatamente prima dell'inizio del trattamento.

Il Primario della Clinica, Dr Manfred Herbst, dopo aver ottenuto la sua laurea in Medinica Interna si è specializzato Oncologia Radioterapica, guadagnando le sue qualifiche in Svizzera (presso l'Università di Basilea) ed in Germania (presso l'Università di Erlangen). Successivamente ottenne la cattedra di Oncologia Radioterapica presso l'Università di Regensburg in Germania. Dal 2004 divenne primario presso il Rinecker Proton Therapy Center di Monaco, questo gli permise di prendere decisioni riguardo indicazioni cliniche e di redigere piani di trattamento. Fra i centri di Terapia Protonica nel mondo, cinque in Europa, quello di Praga è tecnologicamente il più attrezzato. Ad aprile 2013, il Proton Therapy Center ha avviato il suo programma per il trattamento dei tumori nei bambini. Attualmente almeno l'80% dei casi di tumori pediatrici possono essere trattati con successo. Particolare enfasi si pone sul miglioramento della qualità della vita dei bambini dopo il trattamento in quanto, appunto, la Terapia Protonica minimizza gli effetti distrutivi del trattamento sul lungo periodo, quali possono essere i difetti della crescita, deficit neurocognitivo ed abbassamento del quoziente intellettivo (IQ). Dottori di "The University of Texas MD Anderson Cancer Center" di Houston durante il meeting annuale "American Cancer Society" hanno evidenziato l'impatto che la tradizionale radioterapia possa avere sull'intelligenza dei bambini trattati. Il quoziente intellettivo nei bambini trattati con radioterapia tradizionale diminuisce di oltre 10 punti all'anno per i tre anni successivi al trattamento, nei bambini trattati con Terapia Protonica rimane stabile. Il Dr James Metz, leader nel campo della terapia protonica, primario di Oncologia Radioterapica presso "the University of Pennsylvania Hospital", ha recentemente commentato dopo la sua seconda visita presso il Proton Therapy center di Praga: "Posso dire con certezza che la Terapia Protonica  è il trattamento del futuro e che per la maggior parte dei tumori pediatrici è il trattamento di oggi. Non riesco a capire perchè certi dottori si ostinino ancora a sottoporre bambini alla radioterapia convenzionale quando abbiamo un metodo più sicuro ed efficiente disponibile con la Terapia Protonica. Il Proton Therapy Center di Praga offre cure eccezionali e la più recente tecnologia disponibile oggi."   

 

Di seguito l'Intervista di Euronews del 14 maggio 2013 : A tu per tu con l'inventore Yves Jongen

Curare di più e curare meglio, per tenere il passo con un numero di malati, che continua a crescere a ritmi vertiginosi. Sempre più cruciali nella lotta contro il cancro sono sviluppo e diffusione della terapia protonica. “Le statistiche ci dicono che purtroppo a livello mondiale il cancro è in forte aumento – ricorda l’inviato di euronews, Claudio Rocco -. Circa un terzo della popolazione mondiale svilupperà un cancro nel corso della vita. La prevenzione è importante, ma anche le nuove terapie. In questo centro di ricerca in Belgio si stanno mettendo a punto le ultime tecnologie.” Sfida dei ricercatori, in questo centro della Ion Beam Application vicino a Bruxelles, è perfezionare la creazione del suo fondatore Yves Jongen, per renderla più economica e accessibile: un acceleratore di particelle elettronicamente cariche, chiamato “ciclotrone”, che permette di isolare i protoni per poi ‘spararli’ sulle cellule cancerose. Perché ciò avvenga, all’interno dei magneti di una speciale apparecchiatura viene installato un connettore che permette il trasferimento dei protoni nella sala dove la terapia viene somministrata. Dietro a questa tecnologia il nome di Yves Jongen: ingegnere e pioniere belga che nel millenovecento-ottantasei ha sviluppato un prototipo di ciclotrone utilizzabile per applicazioni cliniche e terapeutiche. Una pietra miliare, nello sviluppo di un’alternativa più mirata e dolce, in grado di evitare il danneggiamento dei tessuti sani prossimi alle cellule cancerose, comportato dalla radioterapia convenzionale. “Il cancro colpisce spesso la popolazione più anziana – dice Yves Jongen -. Purtroppo, circa 7% dei casi riguarda però i bambini e quando si deve trattare il cancro di un bambino è ancora più importante non irradiare altri organi, che l’accompagneranno per tutta la vita. E questo la terapia protonica permette di farlo. Una volta disteso il malato sulla tavola operatoria, proiettiamo anzitutto due raggi X ortogonali per individuare l’ubicazione del tumore. Poi posizionamo il paziente con una precisione millimetrica rispetto ai raggi, affinché il fascio di particelle colpisca esattamente il tumore e non gli organi circostanti”. A differenza della radioterapia convenzionale, la terapia protonica permette di preservare i tessuti limitrofi a quelli danneggiati dal cancro. Una precisione che si rivela cruciale soprattutto nel caso di tumori agli occhi, al collo, o prossimi ad organi vitali come il cervello e il cuore. Yves Jongen ha consacrato buona parte della sua vita professionale allo sviluppo della terapia protonica. Per questo il 28 maggio concorrerà al “Premio Inventore Europeo”, organizzato ad Amsterdam dall’Ufficio europeo dei brevetti. “Sono pagato per fare quello che amo – dice Jongen -. La mia passione è lottare contro il cancro, sviluppare apparecchiature in grado di migliorare le terapie. Mi ritengo quindi molto soddisfatto”. “Salvare vite umane fa un effetto straordinario – prosegue -. Vado spesso nei centri che effettuano la ‘terapia protonica’, vedo i pazienti in attesa dei trattamenti e mi dico: ‘Ecco, la macchina che ho creato consentirà di combattere il cancro riducendo sensibilmente i rischi’. E la sensazione è bellissima”! Ricerche che hanno permesso di abbattere di tre quarti, gli esorbitanti costi delle apparecchiature necessarie. Un passo che autorizza ora a sperare in una crescente diffusione della terapia protonica.

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