Vai all'indice degli argomenti »

Metoidioplastica

La Metoidioplastica rappresenta una delle varianti della falloplastica nell'intervento di riassegnazione del sesso da donna a uomo. Esso comporta la rimozione degli organi genitali femminili interni procedendo con isterectomia, annessiectomia, vaginectomia e la successiva ricostruzione del pene con un'ipertrofia clitoridea su base ormonale. L'uretra femminile viene allungata per raggiungere la punta del glande e lo scroto che è stato a sua volta creato dalle grandi labbra e dove sono state inserite due protesi (testicoli).
 
I pazienti devono sottoporsi ad una terapia ormonale per almeno un anno prima dell'intervento chirurgico. Il clitoride viene ulteriormente ingrandito usando diidrotestosterone come gel topico locale,  applicato due volte al giorno per tre mesi, prima dell'intervento, combinato con l'uso di dispositivi vacuum.
 
L'attuale tecnica operatoria di metoidioplastica comprende le seguenti fasi: la rimozione vaginale, il rilascio dei legamenti del clitoride, la raddrizzatura e l'allungamento del clitoride, l'uretroplastica combinando lembi genitali e mucosa buccale e la scrotoplastica che prevede l' inserimento di protesi (testicoli).
La Vaginectomia avviene rimuovendo completamente la mucosa vaginale ad eccezione della parte ventrale  vicino all'uretra che verrà utilizzata per l'allungamento uretrale. Nella stessa fase, se non sia già stato fatto in precedenza, si puo' procedere con isterectomia e annessietomia.
E 'molto importante conservare la parete addominale anteriore intatta nel caso in futuro si opti per un intervento di falloplastica addominale.
 
I legamenti del clitoride vengono poi divisi in modo da far avanzare il clitoride verso il basso.
Il corpo del pene viene ricostruito utilizzando la restante pelle del clitoride e le piccole labbra. Le grandi labbra vengono invece unite in linea mediana per creare lo scroto. Le protesi in silicone (testicoli di dimensioni medie da 18 a 21 cc di volume) vengono poi inserite attraverso delle incisioni bilaterali effettuate nella parte superiore delle grandi labbra.
 
Il principale vantaggio di questa tecnica è la minore invasività rispetto alla falloplastica ed il fatto di essere un intervento reversibile. Nel caso di insoddisfazione del paziente è ancora possibile procedere con un intervento di falloplastica.
I rischi post-operatori sono effettivamente minimi rispetto ad un intervento di falloplastica.
 
Presso la clinica con cui collaboriamo in Serbia, questa tecnica è stata utilizzata in 273 pazienti nel periodo compreso tra maggio 2005 e novembre 2011. La lunghezza dei neofalli costruiti variava da 4 a 10 cm (media 5,7 cm). Tutti i pazienti hanno riferito di aver conservato la sensazione erogena del membro e di avere una normale erezione. La minzione in posizione eretta è stato riportata in più del 96% dei casi.
Il neofallo risulta di dimensioni insufficienti per la penetrazione sessuale ma lascia aperta la porta per una successiva falloplastica.