Vai all'indice degli argomenti »

Il caso Avastin vs Lucentis

Un caso scioccante in ambito farmacologico, quello dell’impiego dell’Avastin nella cura della Maculopatia Retinale, è finalmente stato risolto da qualche giorno, dopo anni di dura lotta, con una sentenza dell’Antistrust.

La Maculopatia della Retina è una patologia che colpisce, solo in Italia, circa 1 milione di persone ed è la principale causa di cecità fra gli individui con più di 65 anni.

Circa sei anni venne scoperto che un farmaco creato per curare malati oncologici, in particolare pazienti affetti dal cancro al colon, utilizzato su pazienti affetti da cancro a maculopatia, mostrasse effetti curativi su entrambe le patologie. Nel 2007 dopo diverse prove che fosse effettivamente efficace nella cura della Maculopatia della Retina, l’Avastin viene inserito nella lista dei farmaci Off-Label (fuori etichetta, farmaci che possono essere utilizzati per trattare patologie non specificatemente indicate nel foglietto illustrativo) per uso oftalmologico.

Nello stesso anno, le case farmaceutiche produttrici dell’Avastin, immettono sul mercato un nuovo prodotto per la cura della Maculopatia degenerativa, il Lucentis con un prezzo di 60 volte maggiore rispetto a quello dell’Avastin, dapprima come farmaco non rimborsabile, ma nel 2008 come farmaco rimborsabile. Nel 2009 l’utilizzo dell’Avastin, sempre presente nella lista dei farmaci Off-Label prescrivibili, viene circoscritto a un numero di pazienti che rientravano in determinati parametri, talmente limitativi che a quasi nessuno veniva più prescritto.  Ad aprile 2012 l’Avastin viene definitivamente tolto dal mercato Italiano.

A quel punto, dato il prezzo di Lucentis, la spesa da sostenere da parte del Servizio Sanitario Nazionale e di quelli Regionali diventa troppo esosa per riuscire a sopperire alle esigenze di tutti i pazienti che soffrono di questa patologia, basti pensare che negli ultimi 6 anni la spesa a carico dello Stato per la cura della Maculopatia è salita da circa 2 milioni di Euro (durante l’utilizzo dell’Avastin) a più di 55 milioni di Euro (con l’introduzione del Lucentis).  

Inizia circa 2 anni fa la dura battaglia da parte della Società Oftalmologica Italiana (S.O.I.), da parte delle Regioni Emilia Romagna e Veneto e ancora da parte di Altroconsumo per la reintroduzione dell’Avastin nella lista dei farmaci utilizzabili per la cura di questa patologia così diffusa. L’Agenzia Italiana del Farmaco (A.I.F.A.) risponde con un comunicato dell’Agenzia Europea del Farmaco (E.M.E.A.) il quale riporta una serie di complicanze dovute all’utilizzo dell’Avastin, complicanze non dovute al farmaco in sè ma al tipo di utilizzo intravitreale, complicanza quindi attribuibile anche al Lucentis che viene anch’esso iniettato.

Questa battaglia vede chiamare in causa, nel febbraio 2013, l’Antitrust per fare luce sulla situazione.

Il 05 marzo 2014 la sentenza: le case farmaceutiche produttrici dei farmaci sono state multate per 182.622.119,00 Euro.

Il 10 giugno 2014 l’AIFA annuncia tramite comunicato stampa il reinserimento del farmaco Avastin nella lista dei farmaci per la cura della degenerazione maculare legata all’età.

Siamo felici che i pazienti che si sono rivolti a noi de “Il Portale del Turismo Medico”,  per sottoporsi a cure tramite Avastin presso le Cliniche con cui collaboriamo in Croazia, possano finalmente tornare ad avere le stesse cure presso le Cliniche Italiane.   

Approfondimenti


Curiosità




Seguici su...