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Ebola: alcune linee guida

Il Portale del Turismo Medico vi riporta alcune informazioni tratte da un comunicato dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sui comportamenti da adottare per cercare di prevenire il contagio dal Virus dell'Ebola.

1 Sintesi dei fatti e delle esperienze epidemiologiche

Il periodo di incubazione del virus Ebola (EVD) varia da 2 a 21 giorni.

La trasmissione da persona a persona tramite il contatto diretto con persone infette o attraverso i loro fluidi corporei/secrezioni sono considerate le modalità principali di trasmissione. In uno studio su una famiglia, la trasmissione secondaria ha avuto luogo solo dopo un contatto fisico diretto.

Nessuna trasmissione è stata riportata senza questo contatto diretto.

La trasmissione aerea non è stata documentata durante le precedenti epidemie di Ebola.

Non vi è alcun rischio di trasmissione durante il periodo di incubazione e vi è un basso rischio di trasmissione nella fase iniziale dei pazienti che presentino sintomi. Il rischio di infezione durante il trasporto di persone può essere ulteriormente ridotto mediante l'utilizzo di misure di controllo delle infezioni.

Dato il periodo di incubazione fino a 21 giorni potrebbe verificarsi che un visitatore di un paese ad alto rischio di Virus dell'Ebola, contragga la malattia ma che i primi sintomi si manifestino solo dopo il proprio rientro nel paese d'origine.

2 Rischio di EVD (Ebola Virus Disease) per le diverse categorie:

2.1. Turisti e uomini/donne d'affari di ritorno da zone colpite dal virus

Il rischio che un turista o uomo/donna d'affari possano infettarsi con il virus dell'Ebola durante una visita nelle zone colpite e di sviluppare la malattia dopo il rientro è estremamente basso, anche se il viaggio includeva una visita alle zone dove siano segnalati casi primari. La trasmissione richiede il contatto diretto tramite sangue, secrezioni, organi o altri fluidi corporei di persone o animali infetti, siano essi in vita o morti, tutte esposizioni improbabili per il viaggiatore classico. Ai turisti è in ogni caso consigliato di evitare tutti questi contatti.

2.2. Visitando parenti ed amici

Il rischio per i viaggiatori in visita da amici e parenti nei paesi colpiti è altrettanto basso, a meno che il viaggiatore abbia un contatto fisico diretto con una persona od animale malato o morto infetto dal Virus dell'Ebola. In tal caso, gli spostamenti di tale viaggiatore esposto dovranno essere monitorati per prevenire l'ulteriore diffusione della malattia.

2.3. Pazienti in viaggio che presentano sintomi

C'è la possibilità che una persona che sia stata al virus dell'Ebola ed abbia sviluppato i sintomi possa imbarcarsi su un volo, o su un altro mezzo di trasporto, senza informare la società di trasporto del suo stato. Si richiede che tali pazienti, al loro arrivo, consultino immediatamente un medico, soprattutto se ben informato, e che quindi vengano isolati per prevenire l'ulteriore trasmissione. Anche se il rischio per i compagni di viaggio, in una situazione del genere, sia molto bassa, si raccomanda una ricostruzione di tutti i contatti avuti con i pazienti infetti. 

2.4. Rischio per gli operatori sanitari attivi nelle zone colpite

Vi è un rischio per gli operatori sanitari e per i volontari, soprattutto se impegnati nella cura dei pazienti affetti da EVD. Tuttavia, se le misure di sicurezza sono state aumentate, la trasmissione della malattia dovrebbe essere prevenuta. Il livello di rischio può essere considerato da molto basso a basso, a meno che non vengano seguite le precauzioni imposte ( ad esempio il non utilizzo di dispositivi di protezione individuale o l'evitare di procurarsi ferite)

3. Raccomandazioni per le autorità di salute pubblica e dei trasporti

3.1 Aumentare la consapevolezza dei viaggiatori e le informazioni a loro disposizione

Ai viaggiatori in partenza per o in arrivo da una zona dove l'EVD è in corso dovrebbero essere fornite ai punti di ingresso (ad esempio nelle aree di imbarco/sbarco negli aeroporti e nei porti  o nei punti di frontiera via terra) informazioni sul potenziale rischio di EVD. Le informazioni dovrebbero essere diffuse tra le popolazioni che possano includere viaggiatori transfrontalieri e vicino ai confini internazionali pertinenti.

Le informazioni fornite dovrebbero sottolineare come i viaggiatori od i residenti in paesi appartenenti alle zone colpite possano ridurre al minimo qualsiasi rischio di infezione, evitando: 

  • il contatto con sangue o fluidi corporei di una persona o di un cadavere infettati con il virus Ebola 
  • Il contatto con animali selvatici, vivi o morti o con la loro carne cruda o poco cotta 
  • avere rapporti sessuali con una persona malata o con una persona che sia guarita da EVD da meno di 7 settimane 
  • avere contatto con qualsiasi oggetto, come aghi, che sia stato contaminato con sangue o fluidi corporei   

I viaggiatori devono essere informati dove ottenere assistenza medica a destinazione (ad esempio attraverso numeri verdi)

I visitatori provenienti da zone colpite devono essere avvisati che, nel caso si sviluppino sintomi di malattie infettive (come febbre, debolezza, dolori muscolari, mal di testa, mal di gola, vomito, diarrea, eruzioni cutanee, o sanguinamento) entro tre settimane dopo il ritorno, o se sospettano di essere stati esposti al virus dell' Ebola (ad esempio, i volontari che abbiano lavorato in ambienti sanitari), nelle zone colpite, dovrebbero rivolgersi rapidamente al medico curante raccontandogli il loro recente viaggio.  

Messaggio guida per i viaggiatori

  • La malattia Ebola Virus è rara.
  • L'infezione avviene attraverso il contatto con sangue o fluidi corporei di una persona infetta o di un animale infetto o per contatto con oggetti contaminati
  • I sintomi includono febbre, debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola. Questo è seguito da vomito, diarrea, eruzione cutanea e, in alcuni casi, sanguinamento
  • Le persone che entrano in contatto diretto con i fluidi corporei di una persona o animale infetti sono a rischio.
  • Non esiste un vaccino autorizzato.
  • Prestare attenzione ad un'igiene accurata (è utile l'utilizzo di disinfettanti per le mani tascabili)
  • Evitare il contatto con sangue e fluidi corporei di persone infette o animali.
  • Non maneggiare oggetti che possano essere venuti a contatto con sangue o fluidi corporei di una persona infetta.
  • Se si è stati nelle zone in cui si siano verificati casi di Ebola rivolgersi al medico se si avvertono i sintomi (febbre, mal di testa, dolorabilità, mal di gola, diarrea, vomito, mal di stomaco, rash cutaneo, o gli occhi rossi).  

3.2 Aumentare la consapevolezza e la conoscenza delle persone impegnate nell'assistenza sanitaria

Gli operatori sanitari che hanno un rapporto con dei viaggiatori appena rientrati devono interrogarli sul loro viaggio e considerare la possibilità del Virus per le persone di rientro da zone colpite. Una persona sospettata di essersi esposta al virus Ebola dovrebbe essere visitata per valutare il rischio dell' esposizione.  

Se il rischio di esposizione è considerato molto basso, la persona dovrebbe essere rassicurata ma invitata a tenere controllata la temperatura corporea ed i sintomi per 21 giorni rivolgendosi immediatamente ad un centro medico in caso di anomalie. Anche altre patologie (ad esempio la malaria) dovrebbero essere studiate ed i pazienti monitorati regolarmente. Il ricovero in ospedale in queste fasi di osservazione non è necessario.  

Le informazioni essenziali da fornire agli operatori sanitari dovrebbe essere le seguenti:

  • I sintomi più comuni riscontrati in persone infettate con il virus sono la improvvisa comparsa di febbre, intensa debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola. Questo è seguito da vomito, diarrea, eruzione cutanea, compromissione delle funzioni renali ed epatiche e, in fase avanzata, sia emorragie interne che esterne.
  • Dagli esami di laboratorio emergono valori bassi dei globuli bianchi, delle piastrine e degli enzimi epatici.
  • Il periodo di incubazione (intervallo fra il momento del contagio e la comparsa dei sintomi) varia da 2 a 21 giorni.
  • Le persone sono contagiose fintanto che il loro sangue e le secrezioni contengono il virus. Gli uomini che sono guariti dalla malattia possono ancora trasmettere il virus attraverso il loro sperma fino a sette settimane dopo la guarigione dalla malattia.
  • La malaria, febbre tifoide, shigellosi, leptospirosi, febbre gialla, dengue e altre febbri emorragiche virali sono diagnosi differenziali da prendere in considerazione in questi pazienti.
  • Se il rischio di esposizione è ritenuto elevato (ad esempio un operatore sanitario ferito con un ago potenzialmente contaminato), dovrebbe essere preso immediatamente in considerazione il trasferimento ad un centro specializzato.
  • i sanitari che hanno curato un malato di Ebola o che hanno pulito le stanze, «vanno considerati “contatti prossimi” e tenuti sotto osservazione per 21 giorni dopo l’ultima esposizione al virus. E questo anche se il contatto con il paziente è avvenuto indossando tutto l’equipaggiamento protettivo.

 

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