I luoghi dove effettuiamo gli interventi di seleziona all’estero.
Colonvaginoplastica o Vaginoplastica con innesto colon sigmoidale: si tratta di creare la neovagina utilizzando la parte terminale del colon (sigmoideo) per creare la parete vaginale. Questa tecnica prevede l’utilizzo di una sezione del colon per creare il rivestimento del canale vaginale. Il colon è naturalmente lubrificato (mucosa intestinale), il che può essere un vantaggio per alcuni individui. La colonvaginoplastica può fornire un’eccellente profondità vaginale ed una sensazione più naturale. Tuttavia, è un intervento chirurgico più esteso con un tempo operatorio ed un periodo di recupero più lungo rispettando inizialmente una dieta abbastanza rigida.
La colonvaginoplastica puo’ essere praticata:
- con tecnica aperta: questo approccio tradizionale prevede un’incisione lungo la linea del bikini per accedere al colon
- in laparoscopica: questo approccio minimamente invasivo utilizza piccole incisioni e strumenti specializzati, con conseguente riduzione delle cicatrici ed un recupero potenzialmente più rapido
Questo metodo è indicato per:
- pazienti con pene molto corto
- pazienti che hanno precedentemente subito un intervento di riassegnazione di genere e che necessitano di un canale vaginale più profondo e/o più largo
- pazienti che desiderano una lubrificazione naturale
- pazienti che desiderano la massima profondità possibile
- pazienti che non sono disposte a fare dilatazioni per tutta la vita
Contrariamente alle dicerie, la neovagina ottenuta con una colonvaginoplastica è inodore. Meno del 4% delle pazienti riporta questa peoblematica che puo’ comunque essere risolta con una migliore igiene.
Confronto tra PPV e colonvaginoplastica
Un aspetto negativo della PPV è che, essendo una tecnica relativamente nuova, non ha risultati a lungo termine nelle donne transgender, tuttavia, è stata usata con successo per oltre 45 anni nelle donne cisgender, nota come tecnica Davydov che usa il peritoneo per creare canali vaginali. Non è quindi una novità per le ragazze cisgender, nate senza canale vaginale.
È importante notare che il primo anno di dilatazioni è cruciale nella PPV, inoltre non è adatta a persone con un pene corto, che hanno subito precedenti interventi chirurgici addominali e/o a pazienti con un grosso addome.
La colonvaginoplastica offre il canale vaginale più profondo, fra i 16 ed i19 cm contro i circa 14 cm della PPV.
Dopo una colonvaginoplastica i tempi di recupero sono più lenti poiché la dieta post intervento è ferrea per alcune settimane post-intervento in modo che l’apparato digerente guarisca e torni alle funzioni normali.
Con la tecnica PPV vi sono ancora dubbi sul risultato nel lungo termine in quanto i dati statistici, pur positivi, si limitano ad una decina di anni.
In base alle statistiche di questi 10 anni, il 60% delle pazienti che hanno subito una vaginoplastica pene-peritoneale possono sospendere le dilatazioni dopo il primo anno dall’intervento, il 40% deve invece continuarle anche se non assiduamente come con la tecnica ad inversione o scrotal graft.
Con la PPV la dilatazione iniziale può essere dolorosa: il processo di dilatazione iniziale nelle prime settimane dopo l’intervento può essere fastidioso o addirittura doloroso. È importante che i pazienti siano preparati a questo inconveniente e collaborino con il chirurgo per gestire qualsiasi dolore o fastidio.
Per questo tipo di intervento collaboriamo con cliniche in Serbia, Spagna e Thailandia
Il Portale del Turismo Medico assiste GRATUITAMENTE i propri pazienti:
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La colovaginoplastica o vaginoplastica mediante lembo retto-sigmoideo peduncolato richiede una degenza minima di sette giorni, in modo che l’equipe medica possa monitorare adeguatamente l’evoluzione della paziente dopo l’intervento. La procedura, che viene sempre eseguita in anestesia generale, dura solitamente tra le cinque e le sei ore, più la pre-anestesia, la preparazione della paziente ed il tempo di recupero immediato dopo l’intervento.
L’intervento di colovaginoplastica viene eseguito in due fasi chirurgiche:
Fase vaginale: il chirurgo realizzerà un tunnel dal perineo al peritoneo, dove verrà aperta la vagina, ovvero nella posizione anatomica tra il retto e la vescica.
Fase addominale: viene eseguita un’incisione di Pfannenstiel deviata a sinistra (la stessa utilizzata durante un taglio cesareo, ma più laterale a sinistra) nell’addome oppure, per i chirurghi che praticano questa tecnica in laparoscopia, verranno praticati tre piccoli fori nell’area addominale. La parte terminale del colon, colon sigmoideo, dotato di peduncolo vascolare, viene separato, sezionato e spostato verso la zona perineale, dove era stato precedentemente creato il tunnel vaginale. Il resto del colon sezionato viene chiuso in modo che possa continuare a funzionare dopo il completamento dell’operazione (anastomosi termino-terminale). Il resto della procedura (accorciamento testicolare, uretrale ed estetica vaginale) è identico alla vaginoplastica con inversione peniena.
Subito dopo l’intervento, una particolare attenzione viene data all’intestino, la paziente dovrà restare a dieta finché le funzioni intestinali non tornano alla normalità. Ciò consente al colon di riposare e guarire.
Una volta ripresa la funzione intestinale, la paziente inizierà con liquidi chiari e gradualmente passerà a cibi solidi, se tollerati. Ciò aiuta a prevenire nausea, vomito e gonfiore.
La funzione intestinale ed il recupero generale saranno attentamente monitorati dal personale medico.
Posizionamento nel letto: un posizionamento corretto sarà indicato per ridurre al minimo il gonfiore e favorire la guarigione.
Dilatazione vaginale: dopo qualche giorno dall’intervento, il personale infermieristico aiuterà il paziente con le dilatazioni che saranno necessarie per mantenere la profondità e la larghezza del canale vaginale
Limitazioni delle attività: il paziente dovrà evitare attività faticose e rapporti sessuali per almeno 2 mesi per consentire una corretta guarigione. La paziente potrà dedicarsi ad attività leggere dopo tre settimane e potrà riprendere le normali attività quotidiane dopo 3 mesi.
Limitazioni dell’attività: evita attività faticose e rapporti sessuali per almeno 2 mesi per consentire una corretta guarigione. La paziente potrà dedicarsi ad attività leggere dopo tre settimane e potrà riprendere le normali attività quotidiane dopo 3 mesi.